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POESIE
DI DICEMBRE 2005
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tua PoesiaOnLine |
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A MIA FIGLIA Indicami padre la strada della verità! ………… "… percorrerai aspri sentieri di montagna, a quattro gambe guadagnerai i pendii, tra rovi e fitti arbusti, risalirai il greto del torrente tra ciottoli aguzzi e scivolosi cammini. … giungerai infine sulla cima del monte e, contemplando il cielo, il sole e l'orizzonte potrai intuire l'emozione più grande chiamata libertà" Roberto Altobelli
GRAZIE BAMBINA MIA Una nuova vita è nata da te bambina mia. Una splendida rosa si è schiusa stamane. Sembra ravvolta in un mantello di sole tessuto per lei. La sua pelle d'ambra irradia calore e dolcezza. Nei suoi occhioni di velluto due goccioline scintillano come brillanti. Le sue esili mani …parlano. Elena l'hai chiamata come tua nonna e m'ha portato gaudio e sorriso. Grazie bambina mia. Maria Alù Brancia
MISSIONARIO DI CRISTO Come fratello di Cristo tra sperduti e vicini "Lembi del Creato" ove gioia e luce, miseria e dolore, appellan del Mortal l'Amore, il Missionario della Vita non conta la sua "Ora". Forse nel suo "Cuore" col tempo vacillar crede l'opera redenta del suo "Ministero"… e del "Viatico" non teme il "Fato"… Una voce egli sente: una Vita sofferente tra le bianche sbarre d'un Nido senza sole; uno sguardo d'attesa una Preghiera al cielo tra la miseria della Terra… Un grido alla pietà, alla carità, un voto alla "Scienza" nel Mare d'un Mondo che trema… Iolanda
Amodei Innocenti
ATTESA Siamo agli sgoccioli, manca ormai poco, conto i minuti il tempo non vola come in altre occasioni... stavolta è fermo no, va lentamente ma va... L'attesa è straziante il volto di lei non mi viene alla mente una nebbia lo copre vedo strani lineamenti che raffigurano lei. Lei verrà, si manca ormai poco bisogna attendere non pensare nascondere l'orologio per non guardare... come impegnare questo lasso di tempo? tante cose da fare tante cose importanti, urgenti ma impossibile farle sarà meglio aspettare così senza far niente con l'orologio in mano ed il pensiero là. Antonio Amoroso
TRAMONTO SUL MARE Gli ultimi sguizzanti raggi di sole incendiano il lontano orizzonte di intensi bagliori dorati e rossastri, mentre le mute ombre della sera si posano lentamente sull'immensa e velata distesa del mare, per danzare in compagnia di dondolanti lampare con la divina musica che proviene dalle lontane e scintillanti stelle, mentre i gabbiani rifugiatisi nella buia scogliera attendono sonnecchianti il risveglio dell'alba, per salutare con il loro silenzioso e leggero volo, la luce di un nuovo meraviglioso e incantevole giorno. Lario Antognetti
L'ERMA Il vecchio battello a pale, che vidi un tempo affondare dopo l'attacco nemico, riversa sull'imbarcadero ilari frotte di turisti. Li osserva l'erma voluta dal podestà farmacista, che non poté inaugurarla a causa del clima imperiale. Nel parco fiorito rammenta antichi silenzi Catullo e pensa all'umano clamore che un soffio lieve sopisce. Mario Arduino
CANTO DELL'ANIMA È un'avventura della mia anima quando la mia felicità interiore è più forte di me, delle mie ossa che scrocchiano in un abbraccio sempre doloroso, ma meraviglioso sempre. Stiamo a parlarci, diciamoci parole lunghe di vetro, o come degli scalpelli che separano il fiume freddo dal delta infuocato, il giorno dalla notte il basalto dal basalto... Alzami felicità e portami con la fronte alle stelle finché il mio mondo lungo, infinito, diventa colonna o altro molto più bello e molto più presto. Che bello che esisti, che miraggio che ci sono. due canti diversi che s'incontrano e si amalgamano, due colori che non si erano mai visti Uno dall'abisso rivolto alla terra, uno dall'alto, quasi staccato dalla gelida lotta del miraggio che esisti, della casualità che ci sono... Mariana Argatu
DONNE Bianche nuvole lievi apparvero nel cielo. Bianche vesti dentro il cielo. Occhi di fuoco e freddo gelo, ammiccamenti malandrini. Alzar ad uno ad uno i veli, riconoscerle come dee. Mendicante a raccogliere i richiami d'un fior che disse di chiamarsi: donna. Occhi amorosi a configgersi supplichevoli, apparir pure come infanti; far la guardia ai sensi fino a farsi male, somiglianti al diavolo, figlie di lucifero. Presero al laccio e beffarde invitarono, luccicanti come stelle, ad assaporar del nettare, nel grembo accoglier gocce di perla. Anche l'Iddio Signore si considerò travolto per le arguzie escogitate ma redente dal peccato, materia che s'aggrega, …le dovette perdonare. Roberto Avenia
PREGHIERA Tenera, dolcissima sta calando la sera. Oro, profonde dietro i monti e di porpora sono le ombre. La prima falce di luna già s'inargenta a occidente; tacite, sono le stelle sul paesello silente. Rondini, a cento, a mille, tessono, sul finire del dì, i loro eterni ricami d'amore… Signore, come vorrei salire in alto, lassù e saettando con loro partire. Forse esse sanno dove trovare quel luogo in cui, finalmente, si tacciono l'odio, la guerra e il dolore. In cui si guardan, sereni, le sere di porpora e d'oro, le prime falci di luna, scandendo il ritmo assonnato dell'onda nella laguna… Se puoi, Signore, se vuoi, Signore, alita su questo mondo e sull'umanità smarrita, atomi di nuova bontà, linfa di vita vera, per far gioire le genti e far più dolce la sera. 30 marzo 2002 Valeria Ballestrazzi
I SILENZI DELLO SPIRITO Silenzio ineffabile Nel profondo del mare, Quieto e zaffiro. Silenzio ineffabile Nello spirito, Che naviga In universi di luce. Silenzio ineffabile Nei viaggi dell'anima, Persa nell'amore, Che vaga Nelle contrade dell'amore, Che si offre totalmente all'amore. Dal silenzio ineffabile, Al profumo delle comete. Dal silenzio, Al grido muto del cuore, Aperto su abissi Di cupo splendore. Dal silenzio Giungi all'offerta totale, Al dono totale di te stesso. Non uccidere La fiamma divina Che arde nel tuo cuore: Rinasci a vita nuova Dal cuore immacolato Del silenzio. Emanuela Ballotta
L'UOMO COME LE STAGIONI Come un albero germoglia a primavera, scopre la gioia di vivere l'amore e i suoi segreti. Tutto fiorisce in sogni profumati, sboccia la speranza nella calda estate offrendo tutto di sé alle bellezze della vita, per avere sempre di più. Affascinante colorato autunno ricco di raccolti generoso di sensazioni e ricordi vivi al massimo l'esistenza verso la via del tramonto. Neve sui capelli il gelo fa da padrone, il viso è solcato dalle incisioni del tempo. Induriti lineamenti e pensieri. I sogni dileguano staccandosi da cose care e dalla vita. Foglia caduca e secca che il vento gelido nell'ultimo valzer ti depone sotto la coltre. Delfina Barberis Pezzani
IL CANTO DEL MIO CUORE Come l'onda del mare che sovrasta il sibilo del vento tu, mio nipote volavi verso il cielo e sorridevi, sorridevi come a fermare il pianto dei tuoi cari, e la voce dei Cantori, in chiesa scandivano le sublimi parole d'addio che sovrastano il battito del mio cuore; Tonino nipote mio sempre affettuoso con me e col cuore ti ho amato. Il canto prosegue sublime per te che vai lontano sembra vederti attraverso la luce che in chiesa per un attimo è penetrata fino a baciare la tua bara, un raggio di sole tutto per te, non più parole dei cantori ma, solo lacrime: Canto del mio cuore, arrivederci Paolo Antonio nipote mio. Benito Barbieri
PATENTE A PUNTI Due anni di rodaggio per la patente a punti. È un vantaggio per gli automobilisti e i camionisti; al primo impatto era una gran confusione ora si sono abituati a questa situazione. La gioventù dei nottambuli a volte i divieti sembra scordarseli e allora son dolori per loro e i loro genitori. Invece le macchine potenti che prima strombazzavano il clacson con modo impertinente ora, calme calme, seguono la macchine lampeggiando discretamente per far spostare la macchina precedente. Niente rombi di motore di Ferrari o di Porsche o di altre marche; gran fifa di perdere punti e non poter più girare sia per lavoro che per divertimento. Ancora, però, la notte ci sono tanti morti fra i giovani. Speriamo che la notte porti loro sempre più giudizio e non lacrime. Maria Germana Bargagli Petrucci da "Le mie poesie"
SULAGNU Chi sulagnu… sulu i cicali chi cantanu l'arsura. Ija sugnu ccà tuttu sudatu pi 'najjunta e granu c' 'a terra m'ha datu. Tutti si nd'anu jiutu: a Cremona, ala Germania a Genova a Milano e ccà c'è tantu cchi fari. I casi… su cchjusi dopo chi l'anu fravicatu. Ija guardu e ciangiu sa beddra terra abbandunata, e mi ndi vajiu cu 'na pena alu cori: "Sa terra chi tantu amu l'ajiu vindiri c' 'o c'è nuddru c' 'a po' siminari". Palma Barletta
TI HO RITROVATO Ti ho ritrovato dopo trent'anni Ti ho ritrovato sotto le stelle Su quella spiaggia Dove l'amore sembrava un sogno Tanto era bella Grazie alla luna Ho visto il tuo viso E gli occhi belli E il tuo sorriso Le nostre mani si sono intrecciate Tante parole ci siam sussurrati In questi anni ti sei ricordato Almeno tu sei stato felice? Senza di me come ti è andata? E quante carezze sul viso invecchiato Per te ancora bello E ti ho ringraziato Non te l'ho detto che ti ho sempre amato Che queste braccia le ho sempre aspettate Sono le sette Mi sono svegliata Elisa Barone
LA VALLE DEI FICHI D'INDIA Stamane, giornata primaverile, m'inebrio del profumo dell'erba fresca, accarezzata dal venticello che scuote gli alberi dei fichi d'India che discendono a valle, lungo i declivi dei terreni a terrazze. Il cinguettio degli uccelli che svolazzano, indisturbati, nel silenzio della natura, rende più soave e felice questo luogo, immerso in questa solitaria vallata, lontana dai rumori del mondo, dove, per un attimo, si può ritemprare il corpo e lo spirito, saziandosi di aria pulita. E, mentre osservo e ascolto… ripenso alla stagione estiva, allorquando questa vallata sarà ricca e colorata dei saporiti frutti di fico d'India che maturano al caldo sole di agosto. Giovanna
Bartolomeo
TRA LA VITA E LA MORTE Aggrappata ad un filo di speranza Passavo le fredde notti… vegliandoti. Sul far del giorno… Il venti novembre Vidi il tuo peggioramento. Mi crollò il mondo addosso Mentre dicevo al dottore… lo sto perdendo… Lui mi rispose… Non posso far niente, Alle cure ormai più non risponde Un filo di gelo attraversò la mia schiena Accarezzavo il suo volto… era freddo. Ad un tratto mi guardò… mi prese la mano Con occhi lucidi sussurrò… vado dalla mia mamma. Mi dirà che sono stato bravo Perché non ho fatto mai male a nessuno Il mio cuore tremò… A stento repressi un singhiozzo Guardai il volto di mia figlia rigato di lacrime Dovevo essere coraggiosa Per sostenere anche lei. Ma… il suo cerchio non era pronto. Con grande meraviglia di tutti Riprese la vita. Solo Dio ha in mano il nostro destino Solo Dio decide quando Chiudere il nostro cerchio. Valentina Bechelli
GEMME Boccheggiare di gemme sull'albero nero, di ruvidi rami vestito. Scoppia la scorza col vento di marzo, rivela i suoi boccioli rosa all'azzurro ancor corrucciato d'un timido sole invernale… Rinasce la vita! E s'apre anche il cuore a più verdi speranze. Si spezza la scorza indurita dal tempo e fiorisce di gemme più nuove, al coraggio di vivere ancora per giorni felici che seguono ai soffi d'inverni più crudi… Occorre soltanto un poco di tenero azzurro, un raggio segreto d'amore per far rifiorire la vita… E sono verdi germogli, i rampolli di uomo che irrompon nel mondo per destarlo alla Gioia di nuove fiorite Primavere… Rosa Mystica Belotti
BUONA FORTUNA Sul calar della sera Occhieggiava la luna Augurava a noi tutti La buona fortuna. Le fulgide stelle Incoronavan l'incanto D'orizzonte infinito In un argenteo splendor. Segreti d'amore univano i cuori Di semplici amori. Or tutto è mutato Sol cuori infranti Di amori latenti Privi di sentimenti. Luisa Bertolotto Guglielmotto
FILIGRANA LA VITA Torna il sereno le tue nubi hanno fatto si che il cuore sfiorasse il deserto sfinito ha poi ceduto alle lusinghe del vento. (Sola ho pianto parlato raccontato l'intimo di me le lacrime scivolano a terra pure isolate dalle nebbie.) - Amo la spiritualità del vento quando porta onde d'aria che accarezzano. - (Hai raccolto la mia vita ogni giorno profumandola offrendole colori suoni e cori d'angeli.) Amo le tue carezze le voglio le voglio ora e all'infinito facendone pagine scritte impresse nell'anima. Battiti improvvisi sulle tue labbra scoprono il rossore del mio volto baci casti puri intensi vivi. - "Filigrana la vita spogliata da ombre che si perdono tra vie senza ritorno" - Marta Aria Bianchini
LUNGO IL NAVIGLIO C'era un corpo, parte di terra che era stato un uomo, riverso sul sentiero ai piedi del ponte. Sotto anche allora l'acqua scorreva lenta portandosi via giorni senza pietà di speranza e di follia tra rive odoranti di sambuco. E c'era poco tempo fa il volo di un incredibile gabbiano alla ricerca di una rotta indefinita tra i lampioni della modesta passeggiata. Oggi riviera da povericristi, passerelle di robinie tra le sponde, illusione di parchi ombrosi, picchia forte sulla testa un sole finalmente non velato. Alberto Boido
NOTTE DI PRIMAVERA Notte di primavera illuminata dalla luna immensa e gialla stupita di scorgere caldi venti accarezzare l'erba scintillante. Ascolto il respiro di verde gramigna mormorare offerte d'amore tra le chiome dilatate di pioppi lontani. In queste ore stellate precipito in un baratro e sulla pelle s'accalcano come ombre i pensieri. Gracida una rana stordita nello stagno ove una luna enorme sbadigliando s'annega. Scorre una brezza lieve tra i nostri capelli: nel gran silenzio magico e profondo noi due soltanto e il mondo. Alberto Bosi
'A MAMMICEGLIA MIA A mammiceglia mia, era assai bella bella daveru… cu l'occhi chiari… azzurri… comu u cielu, a frunti larga i capigli ad onda supra a frunti, u nasu drittu… giustu, a vucca bella, non arta assai… ma bella, propriu bella! Era, non sulu bella, ma… era puru… assai… bona, di cori, di paroli e… di ogni azioni! Pacenziusa , onseta e tantu sincera, dicia 'nta facci… chigliu chi pensava… ma… cu garbu senza mali modi. Lavuratura, fimmina di casa, di campagna, di tessiri e di ogni cosa! Mamma affettuosa comu 'ndavi pochi Duci cu tutti, bona chiù du pani, cu sa ricorda Ancora ca mi dici: "com'era bona chiglia mamma vostra!… ma ricordu, spaiti… ma ricordu!" Ojhi… mi sembra… ca ma 'nzonnai, sta mamma mia chi tantu a volia beni! Ca si 'ndijhiu 'nta nenti e giuvanotte, ca… a vinciu… nu destinu crudeli! Suffriu a me mamma, suffriu assai e non pocu…! Ca quandu 'nci pensu… mi veni nu… focu… nu focu randi, na tristezza!… pecchì non eppi nenti a chistu mundu…: non si godiu… a mmia, i cosi soi:…i cuverti chi tessiu o tilaru, i cupertini rintagliati a manu… nenti si godiu! Soffriu lottau… e poi… nu bruttu jornu, lu tri di marzu glià Diu… pe sempri, si 'ndijhiu! Maria Stella Brancatisano
I COLORI D'AUTUNNO Sale dai campi una foschia leggera e si dirada tra gli alberi mentre le foglie stanche si tingono di colori autunnali e abbandonandosi nell'aria si lasciano cadere lentamente disegnando cerchi nelle pozzanghere. Nei vigneti, l'uva matura è già bionda. Anche la rugiada sembra avvertire il raffreddarsi dell'aria mattutina, mentre il sole, assonnato, fatica a destarsi. La coccinella appoggiata al muretto si gode gli ultimi raggi della bella stagione I ricci gonfi di castagne si schiudono liberando i loro frutti. Il melograno spaccato sul tavolo dà sfoggio dei suoi colori d'autunno. E' tornato, all'angolo della via, il venditore di caldarroste. Ai piedi degli alberi bagnati da una fine pioggerella spuntano i funghi per abbellirli come ornamentali ombrellini. Spicca nei prati il giallo dei fiori autunnali e la natura muta forme e colori sotto un cielo più triste. Sono i primi giorni d'ottobre ed io ho bisogno del tuo calore per affrontare il freddo dell'inverno che verrà. Angela Cristina Broccoli
VIA
MERULANA Cara via Merulana, vecchia strada, lei ti percorreva ogni mattina passando prima innanzi la chiesetta per poi giungere a scuola, al suo lavoro. Dolce via Merulana. sei il ricordo di lei, dei passi suoi, dei suoi pensieri. Cara mia via, quanti ricordi! Il cuore mi si gonfia di dolore e gli occhi si riempiono di lacrime. Via Merulana, voglio dirti grazie… perché custodisci il suo profumo! Secondo Bufacchi
CANTILENA DI CARNEVALE Passa il tempo, bene o male, e di nuovo è Carnevale. E se pure un po' scontenti noi dal freddo battiam i denti, e fra denti e dentiere si susseguono le ere. Ma continua la tradizione di fare un brindisi augurale con sincera simpatia e con tanta economia per l'allegro Carnevale. Tanti amici quarantenni, sessantenni ed ottantenni che si stringono la mano e si dicon piano piano: "Tanti abbracci amico anziano". I contatti suoi sociali son da sempre un po' speciali, e con gesti lenti e stanchi ed i suoi capelli bianchi non teme concorrenza perché dentro è una potenza. Vi amiamo, buona fortuna sulla terra o sulla luna. Passa il tempo, bene o male, è di nuovo Carnevale. Marisa Burattini
NOTTURNO Respirano appena le querce antiche spruzzate d'argento. Nel magico chiarore d'alba lunare dolci gorgheggi d'usignoli invisibili. Aleggia Eolo profumi di rosa e di menta, come minuscole stelle vaganti le lucciole danzano intrecciando arabeschi di luce, nella quiete odorosa. Nel suo letto di cristallo, dove scherza la luna ricamando tremolii di stelle, parlotta il ruscello con i grilli e le cicale dalle ali di seta. Come è dolce la voce di questo silenzio, mi disseto nel suo profumo, e la mia anima respira la pace di questa notte incantata. Rosetta Buscemi
OMBRE Nel silenzio della notte è tutto un rimuover d'ombre vaganti, son desideri sognanti in un mondo d'illusioni fuggenti. S'aggirano di qua, vanno di là in un totale astrattismo che soltanto loro sanno. Alle prime luci dell'alba corrono via per poter di notte tornare in completa armonia. Il regno della fantasia non conta niente, è un mondo di fiaba e d'amor; se vuoi, ti ci condurrò e se ben ti troverai, son certa mi ringrazierai. A briglie sciolte su cavalli alati cavalcherai, prati d'un folto verde attraverserai. Di giorno, il sole ti farà da guida, di notte, sotto un bel firmamento le stelle saranno tuo manto; è tutto divino in questo cammino. Ornella Cappuccini
HOMO SAPIENS Nel tuo aureo crogiolo non nascon miscele d'alto lignaggio, ma un infido impasto di valore inquinato. Sul tuo pentagramma prémon lugubri note suonanti disprezzo all'operar del passato. È ormai obsoleto l'onesto pensiero, l'amore pulito, il lavoro sudato. La natura che tu hai dilaniato calpestando incosciente ogni sua regola e legge, sta erigendo lo scettro! Con le mani sui fianchi, assiste indignata al tuo urlo rabbioso, al veleno iniettato, all'inutile plasma rubato, al tuo assordante sfacelo! Gianni Carozzino
ABBRACCIO POETICO Avida di vita sono Di rose di baci in fiore Ma timida è la notte E spento il ballo di sole. La carrozza dell'amore Foderata d'infinito Ha lasciato appisolato Un ricamo d'emozioni Ma non svanisce l'incanto Della luna del tuo sguardo: Soave bagno di luce Dove flettere i miei giorni. Paola Carroli
"IO SARÒ SALVATA" Che coro melodioso è salito oggi, al Tuo Santo Altare o Padre!, un'unica voce: "Non sono degna… ma dì una sola Parola ed io sarò salvata". Quanti "Io sarò salvata", ciascuno di noi implora e implora il Tuo Amore affinché ci salvi; la Tua universalità, mezzo della Tua e nostra vita, e non c'è gelosia tra noi perché Sei con ciascuno di noi, in ciascuno di noi per ciascuno di noi. Solo l'Amore cambia la vita e Tu ci ami tutti, anche se il nostro pensiero ci diversifica, per condurci nella Tua Casa. Anna Caruso
RIFLESSIONE (Sopra una tentazione deprecabile) … Ma più forte di "quella" tentazione, è forse l'ansia di vedere oltre: ciò che sarà; ciò che potrà accadere. E temporeggi; anche pensando - pure nell'angoscia - alle preziosità, forse, che - "dopo" - non potresti
più avere.
… PER NON ODIARE Desio di andar lontano, e nel contempo di restare; ansia del nuovo e insieme nostalgia di cose già conosciute, amate; voglia di andare via: per non odiare, per poter serbare nel cuore l'antico amore. Adriana Casartelli
VERGOGNA Occhi lucidamente rossi della fatica di vivere paura presente in andare avanti a forza. Paesi di polvere insegne opache appese, nell'uguale. Vecchi, bambini stupore desolazione paura, disarmati naturale invidia. Si buttano nelle strade a vendere frutti di bosco e miele, l'angoscia attanagliata negli occhi l'incertezza. Storpi in angoli di città isteriche gremite, nella fatiscenza elemosinare. Pareva vedere sangue scorrere. Disgraziati che mi hanno aperto le loro case di muri a pezzi e di soffitti bucati, senza un cesso, servirsi di sacchetti. Vergogna, uomini che hanno vergogna - Vergogna di non poter scegliere una vita diversa? Vergogna per l'onestà scelta quale
lussuosa opzione. Maurizio Casetta
TI AUGURO PADRE Ti auguro padre che questo sia un giorno senza fine in cui vorrei sentire il profumo dolciastro delle castagne arroste e sbucciarle con te Ti auguro padre un giorno caldo nel quale il sole t'inviti a uscire per vedere in un bicchiere di novello vino il rosso scuro delle foglie rampicanti e all'orizzonte il chiaro stagliarsi delle montagne brune Ti auguro ancora di spegnere d'un fiato le candele dei tuoi anni trascorsi foglie ormai secche che annunciano nuove e speranzose gemme Auguri padre! Brindiamo! Angelo Catalfamo
GABBIANI Negli stormi dei gabbiani incombenti sulla marina, nella loro perenne sospensione tra finito e infinito; nell'orgoglioso sguardo, specchio e memoria di sconfinati orizzonti placide bonacce rabbiosi fortunali; nell'inquieto cercare e instabile sostare, leggo la mia stessa natura: la costanza irrequieta l'indagine perpetua l'incapacità di voltarmi a guardare, appagata, il volo già compiuto. Maria Gisella Catuogno
IL TEMPO VA E NON TORNA Il tempo passa ma non l'amor Volando sul vento come l'albatro, ti cercherò nel cielo O nelle grotte azzurre della terra tua Per poter accarezzare ancora i tuoi capelli scuri e Abbracciare dolcemente il corpo tuo Amore, ti sei allontanato e non mi senti più Ma io ti vedo attraverso le nubi inscurite Della mia malinconia Ti troverò nelle acque chiare del fiume E ci saluteremo con un bacio e un fior Francesca Caviglioni
LENZUOLO BIANCO Come ali d'airone portato dal vento passasti volando sul mare azzurro della scogliera amalfitana. Ero bambina. L'immagine bianca si disegnò nel cielo presagio di un cammino errante. Ebbi molte dimore da Firenze a Trieste, nella ridente Bolzano, tra i monti impervi del Tirolo, sul lungomare livornese ardente, allora, di acacie e di lucciole, sulle coste dalmate coronate di isole lunari. Approdò il volo sulla laguna di Venezia. Qui mi arenai nella mia ventesima casa, qui, dove il mio compagno venne a riposarsi e a morire. Liliana Cessari
SERA DI CITTÀ Sera di città tra gente che ti sfiora ed ignora il tuo pianto frettolosa di sfuggire alla pioggia. Anche il cielo piange con me questa sera. Non allungo il mio passo, non parte alcun treno che valga la pena di prendere. La gente che passa ignora il tormento: son sola, ho mangiato alla mensa del sapere e mi sono persa in problemi più grandi di me: perché esisto, perché dubito perché penso; ho dimenticato di essere una creatura e che il resto è nel grembo di Dio. E mi porto appresso un sogno struggente: una fonte in un campo di rose. Maria Carmela Chiellino
PRESTO O TARDI Presto o tardi faremo i conti. Conti di carne… che ti cedo come il "Mercante di Venezia" in cambio del pagamento debito. Tu ed io diversi; tu popolo oppresso io singolo offeso. Io Antonio, santo e omosessuale, figlio di Dio io; tu Mercante, figlio di Dio anche tu; tu, Porzia,… avvocato …dell'amore ………………bugiardo. Monica Cito
ALLE GEMELLE POLLARA Avervi conosciuto mi è caro. Camminavate nel vigore degli anni belli ed ancora attendevate le speranze del sole che allietavano le vostre primavere. Gemelle siete, ma credo un po' diverse, fragile, delicata, ansiosa tu GIOVANNA, coi mille problemi che pace non ti danno e la cara VITA, col cuore ti accompagna, con dolcezza ti guarda e ti accarezza con gli occhi. Accanto a voi la MAMMA novantenne, buona, pia che veglia e prega la VERGINE MARIA. A volte, nella trepidazione ritarda l'albeggiare, con amore e dedizione in un largo abbraccio in tre si attende l'aurora. Speriamo per lungo tempo ancora. Maria Coco
ADDIO, AMORE! O donne, non credete al guardo mio, che simula innocenza a casto amore. Esso proviene, sì, dall'imo cuore;1 però, da un cuore assai malvagio e rio:2 son cattivo, beffardo sono io…!3 Mai più potrò saper cos'è l'amore. Addio, amore! Vorrei cambiare il cuore, vorrei che ritornasse il primo amor, per dimenticare tanti dolori; ma, non posso… e do l'addio a questo crudele amor. Vorrei questo cuore mio mutare, vorrei che ritornassi ancor bambino, vorrei che risapessi ancora amare, perché un dì trovai sul mio cammino quella donna, crudele come il mare, che del cuore m'ha reso 'n assassino. Addio, amore! Giuseppe Colella
MATTINO La mia angoscia nutrii sotto le coltri, nel tepore di lunga veglia insonne, ma all'alba un raggio di diuturna luce guida la mano tremula a tracciare i timori, i dolor, l'ansie notturne su lavagna di nubi che il vento mattutino porta via. Nasce ogni dì mia vita nel tenero alitar d'un nuovo giorno. Rosa Colloca Naccari Tratta da: Gocce di luce
DOMENICA DELLE PALME A dorso di mulo Gesù entra trionfante in Sion, tra ali di folla osannante. Il suo sguardo è triste carico di sinistri presagi, ma al martirio non si sottrae. Quanto amore per l'umanità! E dire che per noi difficile è a volte porgere il ramoscello d'ulivo benedetto a chi ci ha offeso, perché offrirlo si deve con cuore scevro da rancori, nel segno del perdono e d'un ritrovato amore. Gesti che spesso si fan per tradizione, son carichi di valore e presuppongono un radicale mutamento del nostro cuore. Rosa Colonna
S. ANTONIO DA PADOVA Nella parte alta di Lisbona, dove ti apristi alla vita osservavi il fiume Tago mescolare le sue acque all'Atlantico. Ancora bambino imparasti ad amare tutti, anche se i figli di Dio avevano la pelle scura. All'alba dell'adolescenza verso la soglia del convento il tuo Signore ti sospinse e il manto bianco degli agostiniani divenne l'abito giornaliero. Da buon oratore, la Parola del Vangelo predicasti ai fedeli, mentre giungeva l'eco delle Crociate. Un nuovo cammino ti aspettava… e del poverello di Assisi seguace attento divenisti. Quando il lungo e faticoso pellegrinare sosta fece, Padova la generosa, ti accolse nel suo seno e mentre si concludevano i tuoi giorni, le labbra si schiudevano alla recita: "dell'AVE MARIA" Enrica Corazzi Picchioni
ZIMITERO L'é così bel vardar el to paes da la zima de 'na montagna… Ti zerchi in mez a tante la to casa, la scola, el municipio, la to cesa… e quela canisela onde che ti dughei e ghe la te recorda ancora qualche to inocenta marachela… così el to pensier el torna indrio a quan che te eri en tosat, senza pensieri… Ma ades sempre de pi me ignascorde che i me oci i va a poiarse là, sul zimitero… onde che le sapolì tanta de la me dent. E alor me rende cont ogni an de pì che l'é sparì con lori anca en toch de la me vita e sempre pi vesin se fa el pensier che ruerà là anca el me destin… Renzo Corona
L'OTTAVA ANOMALA La disperazione probabilmente alla folle determinazione mi condusse di compilare ottave monche incompiute da quattro a sette versi o dilatate espanse da nove a sedici. Giacomo Corradi
IL DIARIO DI GOGOL Qualcosa di simile, fantasticherei, successe a Gogol che partito colla seria intenzione di trasmettere ai posteri i suoi illustri pensieri giornalieri, il giorno 35 di Marzobre iniziò "Il diario di un pazzo". Giacomo Corradi
LA GUERRA Guerra… Mostro che tutto travolge e calpesta vite di innocenti vecchi e bambini uomini e donne, niente sfugge ai suoi artigli. Cattura corpi, cattura anime e sentimenti, li tritura e li digerisce; tutto ciò che incontra si sfalda e perisce, uomini e cose, case e beni, opere d'arte, tutto svanisce nelle mani del mostro trasformato in odio, vendetta e accanimento. Odissea di disgrazie! Fermateli è la voce che dal profondo si leva, tutti sanno, nessuno può, caos, disordine, tenebre e lontano, bombe, esplosioni. Giacomo Corrao
LA FARFALLA MORTA Spirava un'aria fresca quel mattino, passeggiavo nel viale del mio giardino, quando scoprii una cattiva sorte, giaceva a terra una farfalla morta. Con quelle alette stecchite e variopinte, prendeva forma un quadretto dipinto, ornato da colori vellutati, marrone, giallo e rosso granato. Quelle ali, che battevano con franchezza, di fiore in fiore per cercare la dolcezza, venivano rapite da un feroce ragazzino, che l'accoppava con un colpo di retino. La prigioniera lasciava i suoi colori, tra le dita del ragazzo rapitore, il quale dopo averla amata tanto, la lasciava al suolo senza aver rimpianto. Sul prato, ferme ed in ansia tra l'erbetta, stanno in attesa tutte le farfallette, della compagna vista di volare, e non più vista ritornare. E chi, lasciava morire senza rancore, non sa che anche le farfalle hanno un cuore, agonizzante, soffrendo nel suo tremolio, la farfalla dava al mondo l'ultimo addio. Le formiche, accorse tutte intorno, gustavano il bel pasto di quel giorno, finiva così, una storia ed una sorte, di quella povera farfalla morta. Giovanni
Cosenza
GHIRLANDE Ghirlande in fiore, avvinghiate come l'edera s'aggrappano alle verande per festeggiare l'arrivo della bella Primavera. Inizia il concerto tra i pollini dei fiori, mentre l'ape operosa di pistillo in pistillo va … e, si posa. I raggi del sole, sciolta la rugiada, "lacrime di luna" in prelibati frutti trasformeranno i fiori. Il soffio del vento cullerà le messi ed i prati in fiore, in paziente crescita, verso la maturazione. 28 settembre 1998 Piero Cresta
SCENARI D'APRILE Una porta che cigola, una finestra che sbatte, un vetro in frantumi, un gatto che, miagolando, combatte col vento scherzoso che, nel camminare, lo fa andare a ritroso; ma il vento è proprio deciso: non sfugge a nessuno, solleva le gonne, impolvera il viso, spinge con forza i nuvoloni, strappa la biancheria stesa, formando strani aquiloni. Porta via il cappello da ogni testa finché il padrone per riaverlo, lo segue e col piè lo calpesta. Il fatto un po' strano è, che ogni scherzo bizzarro non è stato vano: dopo essersi così divertito, riesce a strappare un sorriso anche da chi ha veramente colpito. Irma Crobu
NON AVER PAURA Non aver paura, mi dicevo; il carro fatale, nel passarti accanto, ti sfiora appena; delle sue ruote, t'infastidisce il solo stridore… Ridi, mi dicevo, dell'altrui imbecillità, quando la senti presente nelle cose del mondo. Poi ritrovai la mia dimensione d'uomo, perduta nelle pieghe degli anni; ed ebbi paura di ogni carro che mi passava accanto, e dell'imbecillità di chi frustava i cavalli. Lorenzo Cosso
IL PROFUMO DEL BENE Il profumo del bene va contro vento e non l'avvertiamo ogni momento. Ma se scopri il gusto del dare, sai che avrai quel che hai donato, sai che è felice solo chi dà. Di quel sapore divieni ingordo, di quel profumo resti pervaso. Metti radici di pianta odorosa, piante perenne, pianta fruttuosa. Il tuo profumo riempie la terra, ma hai un dovere da non scordare: al vicino apri sempre la porta, ad annusare non lo lasciare. Gabriella Cuscinà
VACANZE FUTURE Ottobre: cerchiamo di lavorare e Mettiamo in prima linea La famiglia, i figli che Dei nostri consigli Hanno tanto bisogno e, Soprattutto, dell'esempio che Li fa inquadrare Tenendoli, quasi sempre, Lontani dal male. Molti con la corsa di questi tempi Alle vacanze di Natale sono già attenti e Pensano a prenotare e All'estero andare. Sarebbe meglio spendere i soldi Nella nostra Italia e Tendere a dare una mano Alla nostra economia, Senza andare lontano! Alessandra D'Aquino di Caramanico
INQUIETA ESISTENZA Inquieta esistenza come flusso marino che si perde nel riflesso, sfumature, ambiguità che mutano con le ore, con le stagioni della vita. Giorni e notti frenetici si rincorrono nell'eterno futuro d'ognuno. Una sorta di destino ne segna il mistero dell'esperienza Talora come relitti il vento spinge al largo, lontano dalla riva e pare d'annaspare tra i vortici dell'abisso, come perfide congiure contro il fragile intimo. Arianna De Corti Tratta da: Nel diario dei pensieri
SONIA Due anime immobili, in quella cornice d'argento sul comò, immensa serenità. La guardo con occhi innamorati, vedo il tramonto, il loro sguardo volto a contemplare l'orizzonte, in cerca del nuovo giorno insieme. Dalla luce fioca del cielo compaiono le loro mani, dietro un vaso di rose sigillano il loro amore. Continuo ad ammirare quella foto, i capelli rossi scompigliati dalla brezza della sera, intorno solo silenzio. Io e te. Quel momento è sempre presente in me, come sei presente tu Sonia, che ogni giorno, fai che sia un buon giorno. Riccardo De Faveri
CORPUSCOLO Ritrovarsi a camminare nella notte, con la solitudine del giorno sempre indissipata avvampi a comporre qualcosa, che si è spezzato dentro. Immagini di rimembranze protese nella redola demolita; in quel soffione salmastro del mattino, nelle fessure delle memorie. Vorrei, perciò avere, prima che diventi pagina ingiallita: una bacchetta magica per cancellare fra le cose scantonate l'uggiosa impronta della bava sull'arco, la mestizia arsa dell'amore, e alba dopo alba procedere dove il sole ravviva: intonando un canto allegro, assaporando la dolcezza dell'incanto. Non è un furore sitire ineseguibile, bramare una tacca, che ricolma di gioia un corpo scottato a fuoco lento, lenire lezzi di dissapori bruciati in nugole latulenti di ceneri, tendere oltre il confine e mollare l'odio dal nocchino. Nelle grinze delle stagioni conservo un'eterna chimera, che m'insegue nel pensiero senza sortita dalla meriggia del corpuscolo. Maria Grazia De Giosa
DOPO L'AFA L'aria è cristallo i tetti tirati a lucido, a un primo piano di nitide colline è l'occhio incatenato. La pioggia, prima scroscio in sordina poi raffica, diluvio, tutto ha percosso, scosso come l'Angela fa con i panni del bucato per cacciarne - lei dice - l'umor nero. Io, che per la grande afa fino a ieri sembravo, ero, più ancor che vacillante bipede libellula depressa di risaia, freno stamane spinte da gazzella e scopro che la rada radura è bella. Irene De Laude Curto
DEFINIZIONE Tu sei Il sole a mezzogiorno, il seme che germoglia barriera corallina il 21 di Marzo gli occhi di mio figlio il fuoco del camino l'acqua fresca nel bicchiere, sei l'aurora da vedere la strada mia di casa un libro che appassiona la fiera del paese l'ulivo millenario il faro sulla costa tutto quello che mi dà gioia l'atomo della mia essenza perché… l'universo immenso esplode se mi tieni fra le tue braccia, tu piccolo piccolo uomo eterna fenice della mia sera. Giusy Del Vento
LA MONTAGNA …18 LUGLIO 1987 La montagna si ribellava. Da nuvole plumbee scrosci d'acqua insistenti lavavano strade inondavano case. Pezzi di montagna cadevano nel fiume trascinando massi e tronchi. La gente vibrava allo scuotere del tempo. Campane ridondanti, rombi di tuoni, di paesaggi squarciati, di silenzi ancora da vivere. Il giorno dopo solo segni di paesaggi informi, di vite derubate. Un filo di sole nella valle, ma la pioggia continuava dirompente sui volti di chi viveva la paura, sentiva forte l'angoscia di un domani senza patria. Paola Mara De Maestri
L'ESTATE RISPLENDE Tutto ciò che vedi, ovunque tu vada, è Dio. (Lucano) L'estate risplende di luci e di colori e la campagna rallegra ogni core. Profumi di campi e alberi in fiore e gabbiani in volo festosi, accarezzano il cielo con i loro pensieri. L'onda bacia la sponda e castelli di sabbia, di giochi di bimbi ci fanno sognare e ci portano lontano… Colorati ombrelloni si schiudono come fiori e noi stesi sulla battigia come lucertole al sole. L'estate risplende di luce e di calore, nel mare una lampara e reti sui bassi fondali, dove guizzi di pesci, come piccole lucciole, rimangono nelle ceste. La luna sorride alta nel cielo e cede il passo ad un nuovo mattino d'amore. Tina De Martino
NON MI VEDRAI Non mi vedrai mai nei luoghi dove le stelle sfiorano la terra della vecchia città, e i tuoi occhi scintillanti e le tue mani, possono stringerne la luce. Non mi vedrai mai al tuo fianco, per dedicarti costellazioni di stelle effimere che vivono solo nei nostri sguardi. E' troppo povero il mio cuore e vola lontana la gioia; quando all'ultimo sole s\' affianca una prima stella e disegna con le nubi al tuo pensar. Qui dove nell'estate la terra fetida; silenziosi i miei passi non possono asciugare, tristi le tue impercettibili lacrime. Salvatore De Rosa
DIDONE Agli impulsi d'amore restituisco saggezza nella stagione tiepida d'incanto. Sul cielo d'attese non invio più sogni d'arcobaleno se il filo che tendeva voli di carta si è spezzato. Dono serenità a me stessa nella consapevolezza ed elevo offerte di rinuncia per zelante motivo di assenza. Un amore più grande si nutre di privazioni negli spazi spirituali che una donna costruisce in animo e poesia. Gestisco anni di grigiore che ogni giorno coloro di ricordi e di illusioni conscia di verità che dicono il vero condizione che abbraccio e ripongo in scrigno di memoria. La scelta interiore mi offre preghiere da salmodiare sull'altare della rinuncia, così serenamente in dolce amara libertà. Ina Di Maggio
L'ACQUA si adatta ma non la tieni ferma sì è sempre pronta fluisce sgorga il cielo è sereno e vuoto solo io fremo il moto l'aria è pura e il vento carezza la nave si stacca dal porto è il moto amore a me e intorno. Massimo Di Nocera
UN INCONTRO FORTUNATO Com'è strana la vita, sai. Avevo perso speranze, desideri e progetti. Ma qualcuno cambiò questo. E quel triste oceano di solitudine che mi circondava, affogava, ora, non esisterà più. Ho visto nei tuoi occhi la pace che non trovavo, smarrita nell'egoismo di un povero sciocco. Ho visto nel tuo bel volto sicurezza e dolcezza, un dolce romanzo che non conoscerà mai termine. Forse quel giorno lontano non immaginavo nulla. Non credevo di trovare in te la mia salvezza. Ma quel giorno di Natale, con la neve silenziosa, il Tempo si fermò per noi in un tenero bacio. Ora temo il destino, beffardo ingannatore, che nell'usura sguazza ed esige il suo prezzo. Prego che di me tu nulla mai possa sapere; che nel passato sia sepolto il vecchio uomo d'un tempo. Dario Italo Di Nunno
AMORE I nostri silenzi, racchiusi in mille parole I nostri sguardi così intensi… Ci spogliavamo Le nostre mani si sfioravano Si stringevano si lasciavano Era un gioco Era il gioco dei sentimenti Soffrire, ridere Era il tormento e l'estasi Era un fuggire ed era un tornare Un giorno eri così sicuro Un giorno eri così insicuro Era un miscuglio di sentimenti Un giorno sprofondavi Un giorno toccavi le vette Era un'altalena Era un pensare di continuo Così forte così distruttivo Noi tutto questo lo abbiamo provato Ha un nome: amore Giuseppe Di Vico
SUL MIO TRENO In una notte d'inverno in uno stato di calma apparente, sogno di viaggiare sul mio treno: nell'anima una forma d'amore costante. Attorno a me nessuno dal finestrino solo il buio dietro cui si cela il paesaggio. L'attrito cadenzato lungo i binari mi dà un senso di nostalgia… Svaniscono i pensieri e ad un tratto avanza nel mio vagone sempre più l'immagine della mia infanzia: si avvicina eterea, candida, fino a stringermi la mano, allontanando il ricordo di un brivido strano. Sorride, mi parla. I suoi occhi verso i miei autentiche vibrazioni: del domani le mie ragioni sento che avranno nuove passioni. Gianluca
Doronzo |