POESIE DI DICEMBRE 2005
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A MIA FIGLIA

Indicami padre

la strada della verità!

…………

"… percorrerai

aspri sentieri di montagna,

a quattro gambe

guadagnerai i pendii,

tra rovi

e fitti arbusti,

risalirai

il greto del torrente

tra ciottoli aguzzi

e scivolosi cammini.

… giungerai

infine

sulla cima del monte

e, contemplando

il cielo,

il sole

e l'orizzonte

potrai intuire

l'emozione più grande

chiamata libertà"

Roberto Altobelli

 

 

GRAZIE BAMBINA MIA

Una nuova vita

è nata da te

bambina mia.

Una splendida rosa

si è schiusa stamane.

Sembra ravvolta

in un mantello di sole

tessuto per lei.

La sua pelle d'ambra

irradia calore e dolcezza.

Nei suoi occhioni di velluto

due goccioline

scintillano come brillanti.

Le sue esili mani

…parlano.

Elena l'hai chiamata

come tua nonna

e m'ha portato gaudio e sorriso.

Grazie bambina mia.

Maria Alù Brancia

 

 

MISSIONARIO DI CRISTO

Come fratello di Cristo tra sperduti

e vicini "Lembi del Creato"

ove gioia e luce, miseria e dolore,

appellan del Mortal l'Amore,

il Missionario della Vita

non conta la sua "Ora".

Forse nel suo "Cuore" col tempo

vacillar crede l'opera redenta

del suo "Ministero"…

e del "Viatico" non teme il "Fato"…

Una voce egli sente:

una Vita sofferente tra le bianche

sbarre d'un Nido senza sole;

uno sguardo d'attesa

una Preghiera al cielo

tra la miseria della Terra…

Un grido alla pietà, alla carità,

un voto alla "Scienza"

nel Mare d'un Mondo che trema…

Iolanda Amodei Innocenti
marzo 2000

 

 

ATTESA

Siamo agli sgoccioli,

manca ormai poco,

conto i minuti

il tempo non vola

come in altre occasioni...

stavolta è fermo

no, va lentamente ma va...

L'attesa è straziante

il volto di lei

non mi viene alla mente

una nebbia lo copre

vedo strani lineamenti

che raffigurano lei.

Lei verrà, si manca ormai poco

bisogna attendere

non pensare

nascondere l'orologio

per non guardare...

come impegnare questo lasso di tempo?

tante cose da fare

tante cose importanti, urgenti

ma impossibile farle

sarà meglio aspettare

così senza far niente

con l'orologio in mano

ed il pensiero là.

Antonio Amoroso

 

 

TRAMONTO SUL MARE

Gli ultimi sguizzanti

raggi di sole

incendiano il lontano orizzonte

di intensi bagliori

dorati e rossastri,

mentre le mute ombre della sera

si posano lentamente

sull'immensa e velata

distesa del mare,

per danzare in compagnia

di dondolanti lampare

con la divina musica

che proviene

dalle lontane

e scintillanti stelle,

mentre i gabbiani

rifugiatisi

nella buia scogliera

attendono sonnecchianti

il risveglio dell'alba,

per salutare

con il loro silenzioso

e leggero volo,

la luce di un nuovo meraviglioso

e incantevole giorno.

Lario Antognetti

 

 

L'ERMA

Il vecchio battello a pale,

che vidi un tempo affondare

dopo l'attacco nemico,

riversa sull'imbarcadero

ilari frotte di turisti.

Li osserva l'erma voluta

dal podestà farmacista,

che non poté inaugurarla

a causa del clima imperiale.

Nel parco fiorito rammenta

antichi silenzi Catullo

e pensa all'umano clamore

che un soffio lieve sopisce.

Mario Arduino

 

 

CANTO DELL'ANIMA

È un'avventura della mia anima

quando la mia felicità interiore

è più forte di me, delle mie ossa

che scrocchiano in un abbraccio

sempre doloroso, ma meraviglioso sempre.

Stiamo a parlarci, diciamoci parole lunghe

di vetro, o come degli scalpelli

che separano il fiume freddo dal delta infuocato,

il giorno dalla notte

il basalto dal basalto...

Alzami felicità e portami con la fronte alle stelle

finché il mio mondo lungo, infinito,

diventa colonna o altro

molto più bello e molto più presto.

Che bello che esisti,

che miraggio che ci sono.

due canti diversi che s'incontrano e si amalgamano,

due colori che non si erano mai visti

Uno dall'abisso rivolto alla terra,

uno dall'alto, quasi staccato dalla gelida lotta

del miraggio che esisti, della casualità che ci sono...

Mariana Argatu

 

 

DONNE

Bianche nuvole lievi apparvero nel cielo.

Bianche vesti dentro il cielo.

Occhi di fuoco e freddo gelo,

ammiccamenti malandrini.

Alzar ad uno ad uno i veli,

riconoscerle come dee.

Mendicante a raccogliere i richiami

d'un fior che disse di chiamarsi: donna.

Occhi amorosi a configgersi supplichevoli,

apparir pure come infanti;

far la guardia ai sensi fino a farsi male,

somiglianti al diavolo, figlie di lucifero.

Presero al laccio e beffarde invitarono,

luccicanti come stelle,

ad assaporar del nettare,

nel grembo accoglier gocce di perla.

Anche l'Iddio Signore si considerò travolto

per le arguzie escogitate

ma redente dal peccato,

materia che s'aggrega,

…le dovette perdonare.

Roberto Avenia

 

 

PREGHIERA

Tenera, dolcissima

sta calando la sera.

Oro, profonde dietro i monti

e di porpora sono le ombre.

La prima falce di luna

già s'inargenta a occidente;

tacite, sono le stelle

sul paesello silente.

Rondini, a cento, a mille,

tessono, sul finire del dì,

i loro eterni ricami d'amore…

Signore, come vorrei

salire in alto, lassù

e saettando con loro partire.

Forse esse sanno

dove trovare quel luogo

in cui, finalmente, si tacciono

l'odio, la guerra e il dolore.

In cui si guardan, sereni,

le sere di porpora e d'oro,

le prime falci di luna,

scandendo il ritmo assonnato

dell'onda nella laguna…

Se puoi, Signore,

se vuoi, Signore,

alita su questo mondo

e sull'umanità smarrita,

atomi di nuova bontà,

linfa di vita vera,

per far gioire le genti

e far più dolce la sera.

30 marzo 2002

Valeria Ballestrazzi

 

 

I SILENZI DELLO SPIRITO

Silenzio ineffabile

Nel profondo del mare,

Quieto e zaffiro.

Silenzio ineffabile

Nello spirito,

Che naviga

In universi di luce.

Silenzio ineffabile

Nei viaggi dell'anima,

Persa nell'amore,

Che vaga

Nelle contrade dell'amore,

Che si offre totalmente all'amore.

Dal silenzio ineffabile,

Al profumo delle comete.

Dal silenzio,

Al grido muto del cuore,

Aperto su abissi

Di cupo splendore.

Dal silenzio

Giungi all'offerta totale,

Al dono totale di te stesso.

Non uccidere

La fiamma divina

Che arde nel tuo cuore:

Rinasci a vita nuova

Dal cuore immacolato

Del silenzio.

Emanuela Ballotta

 

 

L'UOMO COME LE STAGIONI

Come un albero

germoglia a primavera,

scopre la gioia di vivere

l'amore e i suoi segreti.

Tutto fiorisce in sogni profumati,

sboccia la speranza

nella calda estate

offrendo tutto di sé

alle bellezze della vita,

per avere sempre di più.

Affascinante colorato

autunno ricco di raccolti

generoso di sensazioni e ricordi

vivi al massimo l'esistenza

verso la via del tramonto.

Neve sui capelli

il gelo fa da padrone,

il viso è solcato

dalle incisioni del tempo.

Induriti lineamenti e pensieri.

I sogni dileguano staccandosi

da cose care e dalla vita.

Foglia caduca e secca

che il vento gelido

nell'ultimo valzer

ti depone sotto la coltre.

Delfina Barberis Pezzani

 

 

IL CANTO DEL MIO CUORE

Come l'onda del mare

che sovrasta il sibilo del vento

tu, mio nipote

volavi verso il cielo

e sorridevi, sorridevi come

a fermare il pianto

dei tuoi cari, e la voce

dei Cantori, in chiesa scandivano

le sublimi parole

d'addio che sovrastano

il battito del mio cuore;

Tonino nipote mio

sempre affettuoso con me

e col cuore ti ho amato.

Il canto prosegue sublime

per te che vai lontano

sembra vederti attraverso la luce

che in chiesa per un attimo

è penetrata fino a baciare

la tua bara, un raggio

di sole tutto per te,

non più parole dei cantori

ma, solo lacrime:

Canto del mio cuore, arrivederci

Paolo Antonio nipote

mio.

Benito Barbieri

 

 

PATENTE A PUNTI

Due anni di rodaggio

per la patente a punti.

È un vantaggio

per gli automobilisti e i camionisti;

al primo impatto era una gran confusione

ora si sono abituati a questa situazione.

La gioventù dei nottambuli

a volte i divieti sembra scordarseli

e allora son dolori

per loro e i loro genitori.

Invece le macchine potenti

che prima strombazzavano il clacson

con modo impertinente

ora, calme calme, seguono la macchine

lampeggiando discretamente

per far spostare la macchina precedente.

Niente rombi di motore di Ferrari

o di Porsche o di altre marche;

gran fifa di perdere punti

e non poter più girare

sia per lavoro che per divertimento.

Ancora, però, la notte ci sono tanti morti fra i giovani.

Speriamo che la notte porti loro sempre più giudizio

e non lacrime.

Maria Germana Bargagli Petrucci

da "Le mie poesie"

 

 

SULAGNU

Chi sulagnu…

sulu i cicali

chi cantanu

l'arsura.

Ija sugnu ccà

tuttu sudatu

pi 'najjunta

e granu

c' 'a terra

m'ha datu.

Tutti si nd'anu

jiutu:

a Cremona,

ala Germania

a Genova

a Milano

e ccà c'è tantu

cchi fari.

I casi…

su cchjusi

dopo chi l'anu

fravicatu.

Ija guardu

e ciangiu

sa beddra terra

abbandunata,

e mi ndi vajiu

cu 'na pena

alu cori:

"Sa terra

chi tantu amu

l'ajiu vindiri

c' 'o c'è nuddru

c' 'a po' siminari".

Palma Barletta

 

 

TI HO RITROVATO

Ti ho ritrovato dopo trent'anni

Ti ho ritrovato sotto le stelle

Su quella spiaggia

Dove l'amore sembrava un sogno

Tanto era bella

Grazie alla luna

Ho visto il tuo viso

E gli occhi belli

E il tuo sorriso

Le nostre mani si sono intrecciate

Tante parole ci siam sussurrati

In questi anni ti sei ricordato

Almeno tu sei stato felice?

Senza di me come ti è andata?

E quante carezze sul viso invecchiato

Per te ancora bello

E ti ho ringraziato

Non te l'ho detto che ti ho sempre amato

Che queste braccia le ho sempre aspettate

Sono le sette

Mi sono svegliata

Elisa Barone

 

 

LA VALLE DEI FICHI D'INDIA

Stamane, giornata primaverile,

m'inebrio del profumo

dell'erba fresca, accarezzata

dal venticello che scuote

gli alberi dei fichi d'India

che discendono a valle,

lungo i declivi dei terreni

a terrazze.

Il cinguettio degli uccelli

che svolazzano, indisturbati,

nel silenzio della natura,

rende più soave e felice

questo luogo, immerso

in questa solitaria vallata,

lontana dai rumori del mondo,

dove, per un attimo,

si può ritemprare il corpo

e lo spirito, saziandosi

di aria pulita.

E, mentre osservo e ascolto…

ripenso alla stagione estiva,

allorquando questa vallata

sarà ricca e colorata

dei saporiti frutti

di fico d'India che maturano

al caldo sole di agosto.

Giovanna Bartolomeo
20 NOVEMBRE 2003

 

 

TRA LA VITA E LA MORTE

Aggrappata ad un filo di speranza

Passavo le fredde notti… vegliandoti.

Sul far del giorno…

Il venti novembre

Vidi il tuo peggioramento.

Mi crollò il mondo addosso

Mentre dicevo al dottore… lo sto perdendo…

Lui mi rispose…

Non posso far niente,

Alle cure ormai più non risponde

Un filo di gelo attraversò la mia schiena

Accarezzavo il suo volto… era freddo.

Ad un tratto mi guardò… mi prese la mano

Con occhi lucidi sussurrò… vado dalla mia mamma.

Mi dirà che sono stato bravo

Perché non ho fatto mai male a nessuno

Il mio cuore tremò…

A stento repressi un singhiozzo

Guardai il volto di mia figlia rigato di lacrime

Dovevo essere coraggiosa

Per sostenere anche lei.

Ma… il suo cerchio non era pronto.

Con grande meraviglia di tutti

Riprese la vita.

Solo Dio ha in mano il nostro destino

Solo Dio decide quando

Chiudere il nostro cerchio.

Valentina Bechelli

 

 

GEMME

Boccheggiare di gemme

sull'albero nero,

di ruvidi rami vestito.

Scoppia la scorza

col vento di marzo,

rivela i suoi boccioli rosa

all'azzurro ancor corrucciato

d'un timido sole invernale…

Rinasce la vita!

E s'apre anche il cuore

a più verdi speranze.

Si spezza la scorza

indurita dal tempo

e fiorisce di gemme più nuove,

al coraggio di vivere ancora

per giorni felici

che seguono ai soffi

d'inverni più crudi…

Occorre soltanto

un poco di tenero azzurro,

un raggio segreto d'amore

per far rifiorire la vita…

E sono verdi germogli,

i rampolli di uomo

che irrompon nel mondo

per destarlo alla Gioia

di nuove fiorite Primavere…

Rosa Mystica Belotti

 

 

BUONA FORTUNA

Sul calar della sera

Occhieggiava la luna

Augurava a noi tutti

La buona fortuna.

Le fulgide stelle

Incoronavan l'incanto

D'orizzonte infinito

In un argenteo splendor.

Segreti d'amore

univano i cuori

Di semplici amori.

Or tutto è mutato

Sol cuori infranti

Di amori latenti

Privi di sentimenti.

Luisa Bertolotto Guglielmotto

 

 

FILIGRANA LA VITA

Torna il sereno

le tue nubi hanno fatto si

che il cuore sfiorasse il deserto

sfinito ha poi ceduto

alle lusinghe del vento.

(Sola ho pianto parlato raccontato

l'intimo di me

le lacrime scivolano a terra

pure isolate dalle nebbie.)

- Amo la spiritualità del vento

quando porta onde d'aria che

accarezzano. -

(Hai raccolto la mia vita

ogni giorno

profumandola

offrendole colori suoni

e cori d'angeli.)

Amo le tue carezze le voglio

le voglio ora e all'infinito

facendone pagine scritte

impresse nell'anima.

Battiti improvvisi sulle tue labbra

scoprono il rossore del mio volto

baci casti puri intensi vivi.

- "Filigrana la vita spogliata

da ombre che si perdono tra

vie senza ritorno" -

Marta Aria Bianchini

 

 

LUNGO IL NAVIGLIO

C'era un corpo,

parte di terra

che era stato un uomo,

riverso sul sentiero

ai piedi del ponte.

Sotto

anche allora

l'acqua scorreva lenta

portandosi via

giorni senza pietà

di speranza e di follia

tra rive odoranti di sambuco.

E c'era

poco tempo fa

il volo di un incredibile gabbiano

alla ricerca

di una rotta indefinita

tra i lampioni

della modesta passeggiata.

Oggi

riviera da povericristi,

passerelle di robinie tra le sponde,

illusione di parchi ombrosi,

picchia forte sulla testa

un sole finalmente non velato.

Alberto Boido

 

 

NOTTE DI PRIMAVERA

Notte di primavera

illuminata dalla luna

immensa e gialla

stupita di scorgere

caldi venti

accarezzare l'erba scintillante.

Ascolto il respiro

di verde gramigna

mormorare offerte d'amore

tra le chiome dilatate

di pioppi lontani.

In queste ore stellate

precipito in un baratro

e sulla pelle s'accalcano

come ombre i pensieri.

Gracida una rana

stordita nello stagno

ove una luna enorme

sbadigliando s'annega.

Scorre una brezza lieve

tra i nostri capelli:

nel gran silenzio

magico e profondo

noi due soltanto

e il mondo.

Alberto Bosi

 

 

'A MAMMICEGLIA MIA

A mammiceglia mia, era assai bella

bella daveru… cu l'occhi chiari…

azzurri… comu u cielu, a frunti larga

i capigli ad onda supra a frunti, u nasu

drittu… giustu, a vucca bella, non arta

assai… ma bella, propriu bella!

Era, non sulu bella, ma… era puru… assai…

bona, di cori, di paroli e… di ogni azioni!

Pacenziusa , onseta e tantu sincera, dicia

'nta facci… chigliu chi pensava… ma…

cu garbu senza mali modi.

Lavuratura, fimmina di casa, di campagna,

di tessiri e di ogni cosa!

Mamma affettuosa comu 'ndavi pochi

Duci cu tutti, bona chiù du pani, cu sa ricorda

Ancora ca mi dici: "com'era bona chiglia mamma

vostra!… ma ricordu, spaiti… ma ricordu!"

Ojhi… mi sembra… ca ma 'nzonnai, sta mamma

mia chi tantu a volia beni! Ca si 'ndijhiu 'nta nenti

e giuvanotte, ca… a vinciu… nu destinu crudeli!

Suffriu a me mamma, suffriu assai e non pocu…! Ca

quandu 'nci pensu… mi veni nu… focu… nu focu

randi, na tristezza!… pecchì non eppi nenti a chistu

mundu…: non si godiu… a mmia, i cosi soi:…i cuverti

chi tessiu o tilaru, i cupertini rintagliati a manu… nenti

si godiu!

Soffriu lottau… e poi… nu bruttu jornu, lu tri di marzu

glià Diu… pe sempri, si 'ndijhiu!

Maria Stella Brancatisano

 

 

I COLORI D'AUTUNNO

Sale dai campi una foschia leggera

e si dirada tra gli alberi

mentre le foglie stanche

si tingono di colori autunnali

e abbandonandosi nell'aria

si lasciano cadere lentamente

disegnando cerchi nelle pozzanghere.

Nei vigneti, l'uva matura è già bionda.

Anche la rugiada sembra avvertire

il raffreddarsi dell'aria mattutina,

mentre il sole, assonnato, fatica a destarsi.

La coccinella appoggiata al muretto

si gode gli ultimi raggi della bella stagione

I ricci gonfi di castagne

si schiudono liberando i loro frutti.

Il melograno spaccato sul tavolo

dà sfoggio dei suoi colori d'autunno.

E' tornato, all'angolo della via,

il venditore di caldarroste.

Ai piedi degli alberi bagnati

da una fine pioggerella

spuntano i funghi per abbellirli

come ornamentali ombrellini.

Spicca nei prati il giallo

dei fiori autunnali

e la natura muta forme e colori

sotto un cielo più triste.

Sono i primi giorni d'ottobre

ed io ho bisogno del tuo calore

per affrontare il freddo

dell'inverno che verrà.

Angela Cristina Broccoli

 

 

VIA MERULANA
(a Giulia De Angelis)

Cara via Merulana,

vecchia strada,

lei ti percorreva ogni mattina

passando prima

innanzi la chiesetta

per poi giungere a scuola,

al suo lavoro.

Dolce via Merulana.

sei il ricordo di lei,

dei passi suoi, dei suoi pensieri.

Cara mia via, quanti ricordi!

Il cuore mi si gonfia di dolore

e gli occhi si riempiono di lacrime.

Via Merulana, voglio dirti grazie…

perché custodisci il suo profumo!

Secondo Bufacchi

 

 

CANTILENA DI CARNEVALE

Passa il tempo, bene o male,

e di nuovo è Carnevale.

E se pure un po' scontenti

noi dal freddo battiam i denti,

e fra denti e dentiere

si susseguono le ere.

Ma continua la tradizione

di fare un brindisi augurale

con sincera simpatia

e con tanta economia

per l'allegro Carnevale.

Tanti amici quarantenni,

sessantenni ed ottantenni

che si stringono la mano

e si dicon piano piano:

"Tanti abbracci amico anziano".

I contatti suoi sociali

son da sempre un po' speciali,

e con gesti lenti e stanchi

ed i suoi capelli bianchi

non teme concorrenza

perché dentro è una potenza.

Vi amiamo, buona fortuna

sulla terra o sulla luna.

Passa il tempo, bene o male,

è di nuovo Carnevale.

Marisa Burattini

 

 

NOTTURNO

Respirano appena

le querce antiche

spruzzate d'argento.

Nel magico chiarore

d'alba lunare

dolci gorgheggi

d'usignoli invisibili.

Aleggia Eolo

profumi di rosa

e di menta,

come minuscole

stelle vaganti

le lucciole

danzano intrecciando

arabeschi di luce,

nella quiete

odorosa.

Nel suo letto

di cristallo,

dove scherza

la luna ricamando

tremolii di stelle,

parlotta il ruscello

con i grilli

e le cicale

dalle ali di seta.

Come è dolce

la voce di questo

silenzio,

mi disseto

nel suo profumo,

e la mia anima

respira la pace

di questa notte

incantata.

Rosetta Buscemi

 

 

OMBRE

Nel silenzio della notte

è tutto un rimuover

d'ombre vaganti,

son desideri sognanti

in un mondo d'illusioni fuggenti.

S'aggirano di qua, vanno di là

in un totale astrattismo

che soltanto loro sanno.

Alle prime luci dell'alba

corrono via per poter

di notte tornare

in completa armonia.

Il regno della fantasia

non conta niente,

è un mondo di fiaba e d'amor;

se vuoi, ti ci condurrò

e se ben ti troverai,

son certa mi ringrazierai.

A briglie sciolte

su cavalli alati cavalcherai,

prati d'un folto

verde attraverserai.

Di giorno, il sole ti farà da guida,

di notte, sotto un bel firmamento

le stelle saranno tuo manto;

è tutto divino

in questo cammino.

Ornella Cappuccini

 

 

HOMO SAPIENS

Nel tuo aureo crogiolo

non nascon miscele

d'alto lignaggio,

ma un infido impasto

di valore inquinato.

Sul tuo pentagramma

prémon lugubri note

suonanti disprezzo

all'operar del passato.

È ormai obsoleto

l'onesto pensiero,

l'amore pulito,

il lavoro sudato.

La natura

che tu hai dilaniato

calpestando incosciente

ogni sua regola e legge,

sta erigendo lo scettro!

Con le mani sui fianchi,

assiste indignata

al tuo urlo rabbioso,

al veleno iniettato,

all'inutile plasma rubato,

al tuo assordante sfacelo!

Gianni Carozzino

 

 

ABBRACCIO POETICO

Avida di vita sono

Di rose di baci in fiore

Ma timida è la notte

E spento il ballo di sole.

La carrozza dell'amore

Foderata d'infinito

Ha lasciato appisolato

Un ricamo d'emozioni

Ma non svanisce l'incanto

Della luna del tuo sguardo:

Soave bagno di luce

Dove flettere i miei giorni.

Paola Carroli

 

 

"IO SARÒ SALVATA"

Che coro melodioso

è salito oggi, al Tuo Santo Altare

o Padre!,

un'unica voce:

"Non sono degna…

ma dì una sola Parola

ed io sarò salvata".

Quanti "Io sarò salvata",

ciascuno di noi implora

e implora il Tuo Amore

affinché ci salvi;

la Tua universalità,

mezzo della Tua e nostra vita,

e non c'è gelosia tra noi

perché Sei con ciascuno di noi,

in ciascuno di noi

per ciascuno di noi.

Solo l'Amore cambia la vita

e Tu

ci ami tutti,

anche se il nostro pensiero ci diversifica,

per condurci nella Tua Casa.

Anna Caruso

 

 

RIFLESSIONE

(Sopra una tentazione deprecabile)

… Ma più forte di "quella" tentazione,

è forse l'ansia di vedere oltre:

ciò che sarà; ciò che potrà accadere.

E temporeggi;

anche pensando - pure nell'angoscia -

alle preziosità, forse, che - "dopo" -

non potresti più avere.

Adriana Casartelli

                       

… PER NON ODIARE

Desio di andar lontano,

e nel contempo di restare;

ansia del nuovo e insieme nostalgia

di cose

già conosciute, amate;

voglia di andare via:

per non odiare, per poter serbare

nel cuore

l'antico amore.

Adriana Casartelli

 

 

VERGOGNA

Occhi lucidamente rossi

della fatica di vivere

paura presente in andare avanti

a forza.

Paesi di polvere

insegne opache appese, nell'uguale.

Vecchi, bambini

stupore desolazione paura, disarmati

naturale invidia.

Si buttano nelle strade

a vendere frutti di bosco e miele,

l'angoscia attanagliata negli occhi

l'incertezza.

Storpi in angoli di città isteriche

gremite, nella fatiscenza elemosinare.

Pareva vedere sangue scorrere.

Disgraziati che mi hanno aperto

le loro case di muri a pezzi

e di soffitti bucati,

senza un cesso, servirsi di sacchetti.

Vergogna, uomini che hanno vergogna

- Vergogna di non poter scegliere

una vita diversa?

Vergogna per l'onestà scelta

quale lussuosa opzione.

(26 Giugno 2001)

Maurizio Casetta

 

 

TI AUGURO PADRE

Ti auguro padre

che questo sia

un giorno senza fine

in cui vorrei sentire

il profumo dolciastro

delle castagne arroste

e sbucciarle con te

Ti auguro padre

un giorno caldo

nel quale il sole

t'inviti a uscire per

vedere in un bicchiere

di novello vino

il rosso scuro

delle foglie rampicanti

e all'orizzonte

il chiaro stagliarsi

delle montagne brune

Ti auguro ancora

di spegnere d'un fiato

le candele dei tuoi

anni trascorsi

foglie ormai secche

che annunciano nuove

e speranzose gemme

Auguri padre! Brindiamo!

Angelo Catalfamo

 

 

GABBIANI

Negli stormi dei gabbiani

incombenti sulla marina,

nella loro perenne sospensione

tra finito e infinito;

nell'orgoglioso sguardo,

specchio e memoria

di sconfinati orizzonti

placide bonacce

rabbiosi fortunali;

nell'inquieto cercare

e instabile sostare,

leggo la mia stessa natura:

la costanza irrequieta

l'indagine perpetua

l'incapacità di voltarmi

a guardare, appagata,

il volo già compiuto.

Maria Gisella Catuogno

 

 

IL TEMPO VA E NON TORNA

Il tempo passa ma non l'amor

Volando sul vento come l'albatro, ti cercherò nel cielo

O nelle grotte azzurre della terra tua

Per poter accarezzare ancora i tuoi capelli scuri e

Abbracciare dolcemente il corpo tuo

Amore, ti sei allontanato e non mi senti più

Ma io ti vedo attraverso le nubi inscurite

Della mia malinconia

Ti troverò nelle acque chiare del fiume

E ci saluteremo con un bacio e un fior

Francesca Caviglioni

 

 

LENZUOLO BIANCO

Come ali d'airone

portato dal vento

passasti volando

sul mare azzurro

della scogliera amalfitana.

Ero bambina.

L'immagine bianca si disegnò nel cielo

presagio di un cammino errante.

Ebbi molte dimore

da Firenze a Trieste,

nella ridente Bolzano,

tra i monti impervi del Tirolo,

sul lungomare livornese

ardente, allora, di acacie e di lucciole,

sulle coste dalmate

coronate di isole lunari.

Approdò il volo

sulla laguna di Venezia.

Qui mi arenai

nella mia ventesima casa,

qui, dove il mio compagno

venne a riposarsi e a morire.

Liliana Cessari

 

 

SERA DI CITTÀ

Sera di città

tra gente che ti sfiora

ed ignora il tuo pianto

frettolosa

di sfuggire alla pioggia.

Anche il cielo

piange con me

questa sera.

Non allungo il mio passo,

non parte alcun treno

che valga la pena

di prendere.

La gente che passa

ignora il tormento:

son sola,

ho mangiato

alla mensa del sapere

e

mi sono persa

in problemi più grandi di me:

perché esisto,

perché dubito

perché penso;

ho dimenticato

di essere una creatura

e che il resto è nel grembo di Dio.

E mi porto appresso un sogno struggente:

una fonte in un campo di rose.

Maria Carmela Chiellino

 

 

PRESTO O TARDI

Presto o tardi

faremo i conti.

Conti di carne…

che ti cedo come il

"Mercante di Venezia"

in cambio del pagamento debito.

Tu ed io

diversi;

tu popolo oppresso

io singolo offeso.

Io Antonio,

santo e omosessuale,

figlio di Dio io;

tu Mercante,

figlio di Dio anche tu;

tu, Porzia,… avvocato

…dell'amore

………………bugiardo.

Monica Cito

 

 

ALLE GEMELLE POLLARA

Avervi conosciuto

mi è caro.

Camminavate

nel vigore degli anni belli

ed ancora attendevate

le speranze del sole che

allietavano le vostre

primavere.

Gemelle siete, ma credo

un po' diverse,

fragile, delicata, ansiosa

tu GIOVANNA, coi mille problemi

che pace non ti danno e la cara

VITA, col cuore ti accompagna,

con dolcezza ti guarda e ti

accarezza con gli occhi.

Accanto a voi la MAMMA

novantenne, buona, pia

che veglia e prega la VERGINE MARIA.

A volte, nella trepidazione

ritarda l'albeggiare,

con amore e dedizione

in un largo abbraccio in tre

si attende l'aurora.

Speriamo per lungo tempo

ancora.

Maria Coco

 

 

ADDIO, AMORE!

O donne, non credete al guardo mio,

che simula innocenza a casto amore.

Esso proviene, sì, dall'imo cuore;1

però, da un cuore assai malvagio e rio:2

son cattivo, beffardo sono io…!3

Mai più potrò saper cos'è l'amore.

Addio, amore!

Vorrei cambiare il cuore,

vorrei che ritornasse

il primo amor,

per dimenticare tanti dolori;

ma, non posso…

e do l'addio

a questo crudele amor.

Vorrei questo cuore mio mutare,

vorrei che ritornassi ancor bambino,

vorrei che risapessi ancora amare,

perché un dì trovai sul mio cammino

quella donna, crudele come il mare,

che del cuore m'ha reso 'n assassino.

Addio, amore!

Giuseppe Colella

 

 

MATTINO

La mia angoscia nutrii

sotto le coltri,

nel tepore

di lunga veglia insonne,

ma all'alba

un raggio di diuturna luce

guida la mano tremula

a tracciare

i timori, i dolor, l'ansie notturne

su lavagna di nubi

che il vento mattutino

porta via.

Nasce ogni dì mia vita

nel tenero alitar d'un nuovo giorno.

Rosa Colloca Naccari

Tratta da: Gocce di luce

 

 

DOMENICA DELLE PALME

A dorso di mulo

Gesù entra trionfante

in Sion, tra ali di folla

osannante.

Il suo sguardo è triste

carico di sinistri presagi,

ma al martirio

non si sottrae.

Quanto amore per l'umanità!

E dire che per noi

difficile è a volte

porgere il ramoscello

d'ulivo benedetto

a chi ci ha offeso,

perché offrirlo si deve

con cuore scevro da rancori,

nel segno del perdono

e d'un ritrovato amore.

Gesti che spesso si fan

per tradizione, son carichi

di valore e presuppongono

un radicale mutamento

del nostro cuore.

Rosa Colonna

 

 

S. ANTONIO DA PADOVA

Nella parte alta

di Lisbona, dove

ti apristi alla vita

osservavi il fiume

Tago

mescolare le sue acque

all'Atlantico.

Ancora bambino imparasti

ad amare tutti, anche se

i figli di Dio avevano

la pelle scura.

All'alba dell'adolescenza

verso la soglia del convento

il tuo Signore ti sospinse

e il manto bianco degli agostiniani

divenne l'abito giornaliero.

Da buon oratore, la Parola

del Vangelo predicasti ai fedeli,

mentre giungeva l'eco delle Crociate.

Un nuovo cammino ti aspettava…

e del poverello di Assisi

seguace attento divenisti.

Quando il lungo e faticoso

pellegrinare sosta fece,

Padova la generosa, ti accolse

nel suo seno

e mentre si concludevano

i tuoi giorni, le labbra

si schiudevano alla recita:

"dell'AVE MARIA"

Enrica Corazzi Picchioni

 

 

ZIMITERO

L'é così bel

vardar el to paes

da la zima de 'na montagna…

Ti zerchi in mez a tante

la to casa,

la scola, el municipio,

la to cesa…

e quela canisela

onde che ti dughei

e ghe la te recorda ancora

qualche to inocenta marachela…

così el to pensier

el torna indrio

a quan che te eri en tosat,

senza pensieri…

Ma ades sempre de pi me ignascorde

che i me oci i va a poiarse là,

sul zimitero…

onde che le sapolì

tanta de la me dent.

E alor me rende cont ogni an de pì

che l'é sparì con lori

anca en toch de la me vita

e sempre pi vesin

se fa el pensier

che ruerà là anca

el me destin…

Renzo Corona

 

 

L'OTTAVA ANOMALA

La disperazione probabilmente

alla folle determinazione

mi condusse

di compilare ottave monche

incompiute

da quattro a sette versi

o dilatate espanse

da nove a sedici.

Giacomo Corradi

 

 

IL DIARIO DI GOGOL

Qualcosa di simile,

fantasticherei,

successe a Gogol

che partito colla seria intenzione

di trasmettere ai posteri

i suoi illustri pensieri giornalieri,

il giorno 35 di Marzobre

iniziò "Il diario di un pazzo".

Giacomo Corradi

 

 

LA GUERRA

Guerra… Mostro

che tutto travolge e calpesta

vite di innocenti

vecchi e bambini

uomini e donne,

niente sfugge ai suoi artigli.

Cattura corpi,

cattura anime e sentimenti,

li tritura e li digerisce;

tutto ciò che incontra

si sfalda e perisce,

uomini e cose,

case e beni,

opere d'arte,

tutto svanisce

nelle mani del mostro

trasformato in odio,

vendetta e accanimento.

Odissea di disgrazie!

Fermateli è la voce

che dal profondo si leva,

tutti sanno, nessuno può,

caos, disordine, tenebre

e lontano, bombe, esplosioni.

Giacomo Corrao

 

 

LA FARFALLA MORTA

Spirava un'aria fresca quel mattino,

passeggiavo nel viale del mio giardino,

quando scoprii una cattiva sorte,

giaceva a terra una farfalla morta.

Con quelle alette stecchite e variopinte,

prendeva forma un quadretto dipinto,

ornato da colori vellutati,

marrone, giallo e rosso granato.

Quelle ali, che battevano con franchezza,

di fiore in fiore per cercare la dolcezza,

venivano rapite da un feroce ragazzino,

che l'accoppava con un colpo di retino.

La prigioniera lasciava i suoi colori,

tra le dita del ragazzo rapitore,

il quale dopo averla amata tanto,

la lasciava al suolo senza aver rimpianto.

Sul prato, ferme ed in ansia tra l'erbetta,

stanno in attesa tutte le farfallette,

della compagna vista di volare,

e non più vista ritornare.

E chi, lasciava morire senza rancore,

non sa che anche le farfalle hanno un cuore,

agonizzante, soffrendo nel suo tremolio,

la farfalla dava al mondo l'ultimo addio.

Le formiche, accorse tutte intorno,

gustavano il bel pasto di quel giorno,

finiva così, una storia ed una sorte,

di quella povera farfalla morta.

Giovanni Cosenza
17 aprile 2000

 

 

GHIRLANDE

Ghirlande in fiore,

avvinghiate come l'edera

s'aggrappano alle verande

per festeggiare l'arrivo

della bella Primavera.

Inizia il concerto

tra i pollini dei fiori,

mentre l'ape operosa

di pistillo in pistillo

va … e, si posa.

I raggi del sole,

sciolta la rugiada,

"lacrime di luna"

in prelibati frutti

trasformeranno i fiori.

Il soffio del vento

cullerà le messi

ed i prati in fiore,

in paziente crescita,

verso la maturazione.

28 settembre 1998

Piero Cresta

 

 

SCENARI D'APRILE

Una porta che cigola,

una finestra che sbatte,

un vetro in frantumi,

un gatto che, miagolando,

combatte col vento scherzoso

che, nel camminare,

lo fa andare a ritroso;

ma il vento è proprio deciso:

non sfugge a nessuno,

solleva le gonne, impolvera il viso,

spinge con forza i nuvoloni,

strappa la biancheria stesa,

formando strani aquiloni.

Porta via il cappello da ogni testa

finché il padrone per riaverlo,

lo segue e col piè lo calpesta.

Il fatto un po' strano

è, che ogni scherzo bizzarro

non è stato vano:

dopo essersi così divertito,

riesce a strappare un sorriso

anche da chi ha veramente colpito.

Irma Crobu

 

 

NON AVER PAURA

Non aver paura,

mi dicevo;

il carro fatale,

nel passarti accanto,

ti sfiora appena;

delle sue ruote,

t'infastidisce

il solo stridore…

Ridi, mi dicevo,

dell'altrui imbecillità,

quando la senti presente

nelle cose del mondo.

Poi ritrovai

la mia dimensione d'uomo,

perduta

nelle pieghe degli anni;

ed ebbi paura

di ogni carro

che mi passava accanto,

e dell'imbecillità

di chi frustava i cavalli.

Lorenzo Cosso

 

 

IL PROFUMO DEL BENE

Il profumo del bene va contro vento

e non l'avvertiamo ogni momento.

Ma se scopri il gusto del dare,

sai che avrai quel che hai donato,

sai che è felice solo chi dà.

Di quel sapore divieni ingordo,

di quel profumo resti pervaso.

Metti radici di pianta odorosa,

piante perenne, pianta fruttuosa.

Il tuo profumo riempie la terra,

ma hai un dovere da non scordare:

al vicino apri sempre la porta,

ad annusare non lo lasciare.

Gabriella Cuscinà

 

 

VACANZE FUTURE

Ottobre: cerchiamo di lavorare e

Mettiamo in prima linea

La famiglia, i figli che

Dei nostri consigli

Hanno tanto bisogno e,

Soprattutto, dell'esempio che

Li fa inquadrare

Tenendoli, quasi sempre,

Lontani dal male.

Molti con la corsa di questi tempi

Alle vacanze di Natale sono già attenti e

Pensano a prenotare e

All'estero andare.

Sarebbe meglio spendere i soldi

Nella nostra Italia e

Tendere a dare una mano

Alla nostra economia,

Senza andare lontano!

Alessandra D'Aquino di Caramanico

 

 

INQUIETA ESISTENZA

Inquieta esistenza

come flusso marino

che si perde nel riflesso,

sfumature, ambiguità

che mutano con le ore,

con le stagioni della vita.

Giorni e notti frenetici

si rincorrono nell'eterno

futuro d'ognuno. Una sorta

di destino ne segna

il mistero dell'esperienza

Talora come relitti

il vento spinge al largo,

lontano dalla riva

e pare d'annaspare

tra i vortici dell'abisso,

come perfide congiure

contro il fragile intimo.

Arianna De Corti

Tratta da: Nel diario dei pensieri

 

 

SONIA

Due anime immobili,

in quella cornice d'argento sul comò,

immensa serenità.

La guardo

con occhi innamorati,

vedo il tramonto,

il loro sguardo volto a contemplare l'orizzonte,

in cerca del nuovo giorno insieme.

Dalla luce fioca del cielo

compaiono le loro mani,

dietro un vaso di rose

sigillano il loro amore.

Continuo ad ammirare quella foto,

i capelli rossi scompigliati dalla brezza della sera,

intorno solo silenzio.

Io e te.

Quel momento è sempre presente in me,

come sei presente tu Sonia,

che ogni giorno, fai che sia

un buon giorno.

Riccardo De Faveri

 

 

CORPUSCOLO

Ritrovarsi a camminare nella notte,

con la solitudine del giorno

sempre indissipata avvampi

a comporre qualcosa,

che si è spezzato dentro.

Immagini di rimembranze

protese nella redola demolita;

in quel soffione salmastro del mattino,

nelle fessure delle memorie.

Vorrei, perciò avere,

prima che diventi pagina ingiallita:

una bacchetta magica per cancellare

fra le cose scantonate

l'uggiosa impronta della bava sull'arco,

la mestizia arsa dell'amore, e alba dopo alba

procedere dove il sole ravviva:

intonando un canto allegro,

assaporando la dolcezza dell'incanto.

Non è un furore sitire ineseguibile,

bramare una tacca, che ricolma di gioia

un corpo scottato a fuoco lento,

lenire lezzi di dissapori

bruciati in nugole latulenti di ceneri,

tendere oltre il confine e mollare l'odio dal nocchino.

Nelle grinze delle stagioni

conservo un'eterna chimera,

che m'insegue nel pensiero

senza sortita dalla meriggia del corpuscolo.

Maria Grazia De Giosa

 

 

DOPO L'AFA

L'aria è cristallo

i tetti tirati a lucido,

a un primo piano

di nitide colline è l'occhio

incatenato.

La pioggia,

prima scroscio in sordina

poi raffica, diluvio,

tutto ha percosso, scosso

come l'Angela fa

con i panni del bucato

per cacciarne - lei dice -

l'umor nero.

Io, che per la grande afa

fino a ieri

sembravo, ero,

più ancor che vacillante bipede

libellula depressa

di risaia,

freno stamane spinte

da gazzella

e scopro che la rada

radura è bella.

Irene De Laude Curto

 

 

DEFINIZIONE

Tu sei

Il sole a mezzogiorno,

il seme che germoglia

barriera corallina

il 21 di Marzo

gli occhi di mio figlio

il fuoco del camino

l'acqua fresca nel bicchiere,

sei l'aurora da vedere

la strada mia di casa

un libro che appassiona

la fiera del paese

l'ulivo millenario

il faro sulla costa

tutto quello che mi dà gioia

l'atomo della mia essenza

perché…

l'universo immenso esplode

se mi tieni fra le tue braccia, tu

piccolo piccolo uomo

eterna fenice della mia sera.

Giusy Del Vento

 

 

LA MONTAGNA …18 LUGLIO 1987

La montagna si ribellava.

Da nuvole plumbee

scrosci d'acqua

insistenti

lavavano strade

inondavano case.

Pezzi di montagna

cadevano nel fiume

trascinando

massi e tronchi.

La gente vibrava

allo scuotere

del tempo.

Campane ridondanti,

rombi di tuoni,

di paesaggi squarciati,

di silenzi

ancora da vivere.

Il giorno dopo

solo segni

di paesaggi informi,

di vite derubate.

Un filo di sole

nella valle,

ma la pioggia

continuava dirompente

sui volti di chi viveva

la paura,

sentiva forte l'angoscia

di un domani senza patria.

Paola Mara De Maestri

 

 

L'ESTATE RISPLENDE

Tutto ciò che vedi, ovunque tu vada, è Dio. (Lucano)

L'estate risplende di luci e di colori

e la campagna rallegra ogni core.

Profumi di campi e alberi in fiore

e gabbiani in volo festosi,

accarezzano il cielo con i loro pensieri.

L'onda bacia la sponda

e castelli di sabbia, di giochi di bimbi

ci fanno sognare e ci portano lontano…

Colorati ombrelloni si schiudono come fiori

e noi stesi sulla battigia come lucertole al sole.

L'estate risplende di luce e di calore,

nel mare una lampara e reti sui bassi fondali,

dove guizzi di pesci,

come piccole lucciole, rimangono nelle ceste.

La luna sorride alta nel cielo

e cede il passo ad un nuovo mattino d'amore.

Tina De Martino

 

 

NON MI VEDRAI

Non mi vedrai mai

nei luoghi dove le stelle

sfiorano la terra della vecchia

città, e i tuoi occhi scintillanti

e le tue mani, possono stringerne

la luce.

Non mi vedrai mai

al tuo fianco, per dedicarti

costellazioni di stelle effimere

che vivono solo nei nostri

sguardi.

E' troppo povero il mio cuore

e vola lontana la gioia;

quando all'ultimo sole

s\' affianca una prima stella

e disegna con le nubi al tuo pensar.

Qui dove nell'estate la terra

fetida; silenziosi i miei

passi non possono asciugare, tristi

le tue impercettibili lacrime.

Salvatore De Rosa

 

 

DIDONE

Agli impulsi d'amore

restituisco saggezza

nella stagione tiepida d'incanto.

Sul cielo d'attese

non invio più sogni d'arcobaleno

se il filo che tendeva

voli di carta

si è spezzato.

Dono serenità a me stessa

nella consapevolezza

ed elevo offerte di rinuncia

per zelante motivo di assenza.

Un amore più grande

si nutre di privazioni

negli spazi spirituali

che una donna

costruisce in animo e poesia.

Gestisco anni di grigiore

che ogni giorno coloro

di ricordi e di illusioni

conscia di verità

che dicono il vero

condizione che abbraccio

e ripongo in scrigno di memoria.

La scelta interiore

mi offre preghiere

da salmodiare

sull'altare della rinuncia,

così serenamente

in dolce amara libertà.

Ina Di Maggio

 

 

L'ACQUA

si adatta

ma non la tieni ferma

è sempre pronta

fluisce

sgorga

il cielo

è sereno

e vuoto

solo io

fremo

il moto

l'aria è pura

e il vento carezza

la nave si stacca

dal porto

è il moto

amore a me

e intorno.

Massimo Di Nocera

 

 

UN INCONTRO FORTUNATO

Com'è strana la vita, sai.

Avevo perso speranze,

desideri e progetti.

Ma qualcuno cambiò questo.

E quel triste oceano

di solitudine che mi

circondava, affogava,

ora, non esisterà più.

Ho visto nei tuoi occhi

la pace che non trovavo,

smarrita nell'egoismo

di un povero sciocco.

Ho visto nel tuo bel volto

sicurezza e dolcezza,

un dolce romanzo che non

conoscerà mai termine.

Forse quel giorno lontano

non immaginavo nulla.

Non credevo di trovare

in te la mia salvezza.

Ma quel giorno di Natale,

con la neve silenziosa,

il Tempo si fermò per noi

in un tenero bacio.

Ora temo il destino,

beffardo ingannatore,

che nell'usura sguazza

ed esige il suo prezzo.

Prego che di me tu nulla

mai possa sapere; che

nel passato sia sepolto

il vecchio uomo d'un tempo.

Dario Italo Di Nunno

 

 

AMORE

I nostri silenzi, racchiusi in mille parole

I nostri sguardi così intensi…

Ci spogliavamo

Le nostre mani si sfioravano

Si stringevano si lasciavano

Era un gioco

Era il gioco dei sentimenti

Soffrire, ridere

Era il tormento e l'estasi

Era un fuggire ed era un tornare

Un giorno eri così sicuro

Un giorno eri così insicuro

Era un miscuglio di sentimenti

Un giorno sprofondavi

Un giorno toccavi le vette

Era un'altalena

Era un pensare di continuo

Così forte così distruttivo

Noi tutto questo lo abbiamo provato

Ha un nome: amore

Giuseppe Di Vico

 

 

SUL MIO TRENO

In una notte d'inverno

in uno stato di calma apparente,

sogno di viaggiare sul mio treno:

nell'anima una forma

d'amore costante.

Attorno a me nessuno

dal finestrino solo il buio

dietro cui si cela il paesaggio.

L'attrito cadenzato lungo i binari

mi dà un senso di nostalgia…

Svaniscono i pensieri

e ad un tratto

avanza nel mio vagone sempre più

l'immagine della mia infanzia:

si avvicina

eterea, candida,

fino a stringermi la mano,

allontanando il ricordo di un brivido strano.

Sorride, mi parla.

I suoi occhi verso i miei

autentiche vibrazioni:

del domani le mie ragioni

sento che avranno nuove passioni.

Gianluca Doronzo
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