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POESIE
DI MAGGIO 2006
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la
tua PoesiaOnLine |
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Grida; le tue. Grida sopra la mia vergogna. Madre che non mi conosci, come puoi dire tanto male di me? Perché allora t'amo più d'ogni altra
volta? Una ferita che non sarò bravo
a ricucire culla lacrime che non sai trattenere. La delusione allarga la carne e sa convincerti. Sono davvero così? Io, il figlio sbagliato per te? NUVOLE Che ricamo di nuvole in cielo stasera ! son merletti leggeri son pulviscolo lieve che disegnano volti, che delineano mostri sullo sfondo dorato da un sole malato e sul mare sedato da poco, oscillando nel cielo, volteggia un gabbiano. INCONTRI D'AMICIZIA Sono meravigliosi quei giorni dei nostri incontri quando tutti gli orizzonti ci mandano luce e noi nel prato della vita cerchiamo ibridi fiori appena nati. E quando
alziamo il viso a salutarci è chiaro quel lampo di gioia, di noi che eravamo lì ridenti mentre tutto intorno cantava. Perché era
l'amicizia antica, misteriosa, limpida amicizia, che ci aveva chiamati all'incontro. È SERA È sera, il pensiero accarezza
la mia mente. Dopo l'aurora il cuore batte
a mille all'ora. Ascolterò la tua voce e ti chiederò è bene innamorarsi, fa bene
al cuore! Quel fascino suadente e quel sorriso, si ripresenta. La mente si placa, il silenzio continua, tutto tace. Il mio cuore è là. La pioggia si ferma d'incanto. C'è chi continua a pensare, ho sentito la sua voce
come la luce che rischiara i colli… …e questo credimi, ti può
bastare. A MIO PADRE L'uomo dai capelli di seta arriva silenzioso. Come gli inverni. Nel riverbero innevato di giorni senza speranza accende il fuoco e il mio sorriso. Non sei caduta sei solo stanca bisbigliano i suoi occhi Ma non fiata e apre le tende. Sbocciamo insieme ancora una volta nella saggezza assolata dei tuoi
anni. Padre di vita intensa. Padre di cuore e mente. Padre di speranza. Il miracolo si ripete. Non lascerò che vinca l'inverno. Per te vincerò anche l'inferno. A FERRARA Ferrara antica e nuova, la storia tua ritrova chi scopre la poesia nascosta in ogni via, chi penetra il mistero d'un fascino austero. Ammiro il tuo Castello, che attesta il tempo bello, antico, degli Estensi, i tuoi tesori immensi racchiusi fra le mura di fama imperitura. Boiardo, Ariosto e Tasso da questo mondo basso raggiunger vette astrali con opere immortali. La nebbia pur mi piace nel velo suo fugace, che avvolge tutto quanto nel magico suo incanto.
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